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Oltre la pagina: come trasformare un libro in un’esperienza Crossmedia e Transmedia

Oltre la pagina: come trasformare un libro in un’esperienza Crossmedia e Transmedia
Immagine di Gabriele Congiu

Gabriele Congiu

Scrittore ed Editore.
Tra parole, immagini e musica

Oltre la pagina: come trasformare un libro in un’esperienza Crossmedia e Transmedia significa ripensare il modo in cui raccontiamo le storie. Oggi la scrittura di un’opera rappresenta solo l’inizio di un viaggio. In un mondo dove i linguaggi si mescolano, la narrazione non può più restare confinata tra i margini della carta. Ma cosa succede quando una storia “esce” dai suoi confini per diventare suono, immagine digitale o video?

In questo post esploreremo i concetti di crossmedialità e transmedialità attraverso il mio percorso d’autore: dall’influenza dell’Intelligenza Artificiale fino agli audiolibri immersivi. Non si tratta solo di cambiare formato, ma di offrire al lettore nuovi sensi per esplorare la stessa storia.

Transmedia e Suono: il caso Camminando verso i Depeche Mode

Spesso si confonde il Crossmedia (trasportare lo stesso contenuto su un altro supporto) con il Transmedia.
Nel mio libro Camminando verso i Depeche Mode, il passaggio al formato audio è stata una vera espansione dell’universo narrativo.

L’audiolibro non è una semplice lettura, ma un ecosistema sensoriale che include:

  • Soundscape ambientali: i suoni dei luoghi citati che portano il lettore “dentro” la scena.

  • Musiche inedite: composizioni al pianoforte create appositamente per trasmettere emozioni che la carta può solo suggerire.

  • Citazioni sonore: frammenti dei brani degli artisti citati nel libro da semplici nomi diventano materia viva.

Questa è l’essenza del Transmedia: offrire un contenuto nuovo e complementare che arricchisce l’opera originale.

Il termine Transmedia è stato introdotto negli anni ’90 da Marsha Kinder, docente alla University of Southern California (USC), attiva negli studi sui media, sul cinema e sulle narrazioni digitali, per indicare che le narrazioni moderne non sono più lineari ma degli ecosistemi. Poi è stato reso celebre da Henry Jenkins, uno degli studiosi contemporanei più influenti di media, cultura partecipativa (in cui le persone non sono solo spettatori ma diventano parte attiva nella creazione, trasformazione e diffusione, come su YouTube, su TikTok, su Facebook, nei remix musicali, su Wattpad per citarne alcuni) e transmedia storytelling, definendoli espansione narrativa.

Facciamo chiarezza: Crossmedia vs Transmedia

In definitiva, ecco le definizioni di questi due termini che spesso vengono confusi:

  • Crossmedia: riprodurre il contenuto testuale di un libro cartaceo su un altro media. Ad esempio, un libro trasformato in un audiolibro “parola per parola” o in ebook, senza aggiungere altri elementi multimediali.
  • Transmedia: aggiungere elementi che vanno oltre il testo, sfruttando ad esempio i QR code.  Si tratta di inserire brani musicali, dialoghi tra personaggi non presenti nel libro (come nel caso de Il Gatto che incontr-AI) e tutto ciò che possa arricchire l’esperienza sensoriale oltre la semplice lettura.

Perché superare il confine della carta? L’emozione del “sentire”

Molti mi chiedono: “Ma perché complicarsi la vita con QR code, registrazioni e IA se il libro è già finito?”. La risposta sta nell’impatto emotivo.

Leggere che un personaggio ascolta le Launeddas è un’informazione; poterle ascoltare insieme a lui, mentre tieni il libro in mano, è un’esperienza. Il Transmedia mi permette di non chiedere più al lettore di “fidarsi” delle mie descrizioni, ma di venire con me dentro la scena. È un atto di generosità creativa: offro al pubblico non solo una storia, ma un pezzo del mio mondo sonoro e visivo.

L’IA e il futuro: Strumenti nuovi per storie antiche

Guardando avanti, è chiaro che il modo di fare editoria sta cambiando radicalmente. L’Intelligenza Artificiale non deve essere vista come una minaccia, ma come un “assistente alla regia”.

Nel mio caso, l’IA mi aiuta a rifinire copertine e a immaginare mondi: come l’immagine di questo post ne è l’esempio perfetto, essendo nata da una mia bozza della stanza, dalle copertine originali dei miei libri, e dall’inserimento di elementi simbolici come il pianoforte. Ma il cuore pulsante rimane umano: la musica del Maestro Luigi Lai, le emozioni legate ai Depeche Mode e il suonare con le mie mani il pianoforte per produrre il suono che ho in testa, non sono algoritmi, sono vita.

Il libro del futuro sarà un oggetto ibrido: fisico al tatto, ma infinito digitalmente. Tutto parte sempre dalle mie idee e dalla mia esperienza: sono io a creare, lo strumento serve solo per rifinire.
L’anima e le competenze, quelle ce le metto io.

Le mie riflessioni: l’autore come regista di esperienze

Scegliere la strada del transmedia richiede uno sforzo creativo maggiore, ma il risultato è un legame unico con chi legge. Non sono più solo un autore che scrive parole, ma un “regista” che progetta un’esperienza dove la musica, il suono ancestrale delle Launeddas (presente in diversi libri, grazie ai QR code, come Il Gatto che incontr-AI e Luigi Lai Maestro di Launeddas) e la visione dell’Intelligenza Artificiale convivono.

Il futuro dell’editoria non è sostituire la carta, ma potenziarla. Il libro resta il cuore, ma i confini si espandono. Il lavoro come lo conosciamo cambierà e sta già cambiando: sfrutteremo strumenti che prima di oggi erano sicuramente impensabili, trasformando il modo di creare e fruire la cultura.

E voi, cosa ne pensate? Siete pronti a lasciarvi trasportare oltre la pagina o preferite la purezza della lettura tradizionale? Il viaggio è appena iniziato.

3 risposte

  1. Che meraviglia! Trovo che questo argomento sia davvero illuminante. Io che amo leggere credo che utilizzare il Transmedia davvero sarà una innovazione geniale, per il lettore entrare davvero nel libro sarà un sogno emozionante. Grazie Gabriele, il tuo continuo lavoro di ricerca è immenso, davvero notevole.

    1. Grazie per l’apprezzamento. Nei prossimi anni vedremo molte evoluzioni tecnologiche e se usate nel modo giusto, daranno molte soddisfazioni 😉

  2. Non conoscevo questo termine transmedia. Complimenti Gabriele. Ti seguo dal libro autocad 2010 e mi fa piacere vedere la tua evoluzione. Mi sono iscritto alla tua newsletter, così rimarrò aggiornato. Buona serata Federico

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