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Perché scrivere un libro? Le vere motivazioni dietro ogni autore

Perché scrivere un libro? Le vere motivazioni dietro ogni autore
Immagine di Gabriele Congiu

Gabriele Congiu

Scrittore ed Editore.
Tra parole, immagini e musica

Hai mai sentito il bisogno di mettere nero su bianco un’idea, una storia, un’esperienza?

Per molti, scrivere un libro non è solo un atto creativo, ma un vero e proprio viaggio personale: un modo per raccontarsi, per lasciare un segno, per affrontare una sfida interiore.

Certo, servono competenze — la scrittura improvvisata rischia di confondersi con il caos. Ma se l’abilità si può affinare, la motivazione nasce da dentro. Le ragioni per cui si scrive un libro sono tante, spesso intrecciate:

  • Dare voce alle proprie idee;

  • Condividere conoscenze o esperienze personali;

  • Lasciare un’eredità culturale o emotiva;

  • Diventare autorevoli nel proprio settore;

  • Realizzare un sogno coltivato per anni.

Ogni libro nasce da un’urgenza interiore: il desiderio di raccontare qualcosa che merita di essere ascoltato.

Che si tratti di un romanzo, di poesie, di un manuale tecnico o di una biografia, scrivere significa dare forma a ciò che ci appassiona — e spesso, affrontare noi stessi.

C’è chi scrive per condividere ciò che ha imparato, chi per trasformare una passione in qualcosa di concreto, e chi lo fa per sé, come una forma di terapia emotiva.

Sì, perché la scrittura può essere anche terapeutico: uno spazio sicuro dove elaborare pensieri, dare un nome alle emozioni, esorcizzare i piccoli fantasmi che ci portiamo dentro ogni giorno.

La mia motivazione? È nata da un disagio… e da una scintilla

Chi legge potrebbe chiedersi: “Ma tu, perché hai deciso di scrivere libri?”

La mia strada è iniziata da lettore appassionato. Da bambino sfogliavo il libro Cuore di De Amicis, mi perdevo nei Viaggi di Gulliver, nelle Canne al vento di Grazia Deledda e crescendo ho scoperto autori come Edgar Allan Poe, H.P. Lovecraft e Stephen King.

Non mi sono fatto mancare nemmeno incursioni nella letteratura erotica: mi piace esplorare generi, toni e stili diversi. Infatti, quelle letture mi hanno lasciato un seme che, col tempo, è germogliato in un libro sentimentale, culturale, emozionante, trasgressivo ed erotico intitolato Se ci fossi stato io.

Ma il vero punto di svolta non è stato un romanzo. È stata una rivista americana di computer grafica chiamata Cadence.

Quel numero mi ha illuminato. Ciò che leggevo è quello che volevo scrivere anch’io. È stato stimolante. Da lì ho iniziato a elaborare articoli tecnici su AutoCAD per Mondo CAD, una rivista italiana, tra il 1995 e il 2000.

Durante quel periodo, ho letto decine di manuali sul CAD, computer grafica e informatica. E proprio da lì è nata la mia prima vera motivazione per scrivere un libro:

“Detestavo i manuali tecnici.”

Non trovavo mai ciò che cercavo: chiarezza, esempi pratici, un linguaggio umano. Così ho deciso di scriverne uno io.

La pubblicazione del mio primo libro su AutoCAD con Jackson Libri nel 2001 è stata resa possibile dalla mia esperienza come giornalista tecnico e dai percorsi formativi della Scuola Holden di Torino, dove ho imparato a curare la qualità della scrittura.

Scrivere è (anche) un atto di generosità

Oggi vedo la scrittura come un modo per condividere valore, trasmettere competenze, ispirare gli altri.
Ma soprattutto, come uno spazio di libertà in cui posso essere completamente me stesso.

Scrivere un libro non è facile. Richiede tempo, pazienza, e spesso un confronto con le proprie fragilità.
Ma se hai qualcosa da dire — anche solo a te stesso — allora sì, ne vale la pena.

Nel mio caso, essere scrittore ed editore mi ha dato una visione completa del mondo editoriale.

Prima di vedere pubblicata la mia prima opera, ho affrontato un percorso formativo lungo, faticoso ma profondamente gratificante.

Sono riuscito a unire le competenze maturate in diversi ambiti — scrittura, grafica, musica ed editoria — fino a fondare nel 2003 GC Edizioni, e successivamente il ramo editoriale Beranu Edizioni nel 2017.

Una riflessione finale: oggi pubblicare è più facile, ma attenzione alle scorciatoie

Grazie al self-publishing, oggi pubblicare un libro è più semplice che mai.
Bastano pochi clic per trasformare un file in un volume disponibile online: il sogno di molti può così diventare realtà in tempi brevissimi.

Ma attenzione: questo sogno può trasformarsi in un incubo.

Se si ignorano gli elementi fondamentali per costruire un libro fatto bene, si rischia di creare un oggetto che somiglia a un libro… ma non lo è davvero.

Contenuti disorganizzati, poca cura editoriale, assenza di struttura e coerenza. Il fascino di vedere i propri pensieri stampati è comprensibile — e spesso nutre anche l’ego — ma:

Scrivere un libro è una professione, non un passatempo improvvisato.

E come ogni professione, richiede:

  • Studio;

  • Dedizione;

  • Capacità di organizzare contenuti;

  • Conoscenza della comunicazione scritta;

  • Cura nella formattazione, nella grafica e nei dettagli editoriali.

Scrivere è libertà. Pubblicare richiede responsabilità, competenza e consapevolezza. Oggi è più facile stampare un libro, ma più che mai serve distinguere tra pubblicare qualcosa e creare un’opera vera.

Hai scritto (o vuoi scrivere) un libro?

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2 risposte

  1. Buonasera, Gabriele, una notte di 13 anni fa per caso ho sognato dei nomi di personaggi e li ho appuntati in un quaderno, l’ indomani ho aggiunto altri personaggi e una storia, ne é nato un racconto per bambini “La Principessa di Parlandia” non so se sia un libro vero… Ma alla fine ho scoperto che all’interno ci sono io con il mio essere. Ti ringrazio per aver riaperto questo mio cassetto della memoria. Un abbraccio.

    1. Caro Lorenzo, pensavo di averti risposto, lo faccio ora, meglio tardi che mai. Che bello quello che hai scritto. Significa che hai creatività e visione artistica… sfruttala e non smettere mai di far viaggiare la fantasia, anche se sembra che stiamo sognando. Tutto ciò che abbiamo intorno si è materializzato prima in un’idea e poi è diventato realtà. Se non l’hai fatto ancora dovrai pubblicare “La Principessa di Parlandia”. In bocca al lupo 😉

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